Jonathan Monk

SL

 

Spoleto Festival dei Due Mondi
29 Giugno – 14 Luglio

Torre Bonomo, Via della Basilica 8, Spoleto

 

Un progetto Mahler & LeWitt Studios insieme a Torre Bonomo e Galleria Valentina Bonomo, a cura di Vittoria Bonifati

Con il supporto di Galleria Valentina Bonomo e Galleria Massimo Minini
Prodotto in collaborazione con La Gioconda, Deruta e Viaindustriae, Foligno


Inaugurazione: 29.06, 10.00–19.00 (tour 10.00)
Orari di apertura:
da Giovedì a Domenica, 10.30–13.00 / 16.00–20.00, o su appuntamento

Evento:
30.06, 11.30, Palazzo Collicola, Spoleto; Jonathan Monk in conversazione con Vittoria Bonifati e Saverio Verini (Direttore Musei Civici di Spoleto)


La mostra personale di Jonathan Monk alla Torre Bonomo presenta nuovi lavori prodotti nel 2024 durante la sua residenza presso Mahler & LeWitt Studios, fra questi due lavori video e una serie di sculture in ceramica realizzate a Deruta presso il laboratorio La Gioconda, in risposta al lavoro di Sol LeWitt. La Torre Bonomo è una torre medievale situata nell’acropoli di Spoleto, utilizzata inizialmente come residenza e spazio espositivo della gallerista Marilena Bonomo. All’inizio degli anni ’70, LeWitt fu il primo residente della Torre: utilizzando lo spazio come studio, qui realizzò un gruppo fondamentale di disegni murali i quali offrono tutt’oggi uno spaccato unico della sua produzione artistica. La mostra SL svela le connessioni dirette e indirette tra il lavoro di Jonathan Monk e Sol LeWitt.

Monk è un artista britannico che vive e lavora a Berlino. Il suo lavoro comprende un’ampia gamma di materiali, tra cui scultura, pittura, fotografia, film e performance. La sua pratica artistica richiama spesso strategie concettuali e minimaliste degli anni Sessanta e Settanta, con un approccio umoristico spesso legato alla sua storia personale. Il lavoro di Monk riflette sulla tendenza dell’arte contemporanea a voler far propri alcuni riferimenti artistici del passato, rendendo omaggio a figure come Sol LeWitt, Ed Ruscha, Bruce Nauman e Lawrence Weiner, demistificando al contempo il processo creativo
dell’arte stessa per suggerire modelli alternativi di interpretazione dell’opera d’arte e del ruolo dell’artista.

Negli ultimi tre decenni Monk ha realizzato un vasto ciclo di opere utilizzando libri d’artista provenienti dalla sua collezione personale, spesso distruggendoli nel corso del processo. Tra i libri ci sono quelli di LeWitt, uno dei primi artisti concettuali che ha contribuito a stabilire un nuovo
approccio radicale alla pubblicazione come opera d’arte. Per la sua personale alla Torre Bonomo, Monk presenta una selezione di queste opere, tra cui In Relief (my collection of Sol LeWitt books – exact size, shape and occasionally color) 2016 e il film 16mm A Cube Sol LeWitt photographed by Carol Huebner using nine different light sources and all their combinations front to back back to front forever, 2001. I film di Monk rivisitano idee di ripetizione seriale, riconsiderando i libri d’artista di LeWitt come una serie di immagini fisse – linee sequenziali, colori, forme geometriche e immagini fotografiche – senza mai
trascendere il libro stesso. Tra i film in mostra, due nuove animazioni realizzate da Monk a Spoleto durante la sua residenza nel 2024: SOLLEWITTONEHUNDREDCUBESCANTZSLOWSLOSEASYNOWFRONTTOBACKBACKTOFRONT e Sol LeWitt Cock Fight Dance Dancing.

Monk ha anche realizzato una nuova serie di sculture in ceramica intitolata Sol LeWitt Rules, prodotta presso il laboratorio di ceramica La Gioconda di Deruta, il quale negli anni ’80 ha lavorato a stretto contatto con Sol LeWitt nella produzione di piatti e piastrelle in ceramica. Anni fa, Monk ricevette in dono dal gallerista Yvonne Lambert un righello di legno che si credeva fosse uno dei righelli utilizzati da LeWitt per i suoi disegni murali. I righelli in ceramica di Monk non sono perfettamente dritti, né presentano numeri o segni per le misurazioni: sono fragili sculture in ceramica che ricordano solo la forma di un righello, privato della sua funzione essenziale. Sol LeWitt Rules ha una tiratura di 100 esemplari ed è stata generosamente donata ai Mahler & LeWitt Studios da Jonathan Monk come edizione d’artista i cui proventi saranno destinati alla raccolta fondi per i programmi di residenza. La serie è disponibili sul sito Mahler & LeWitt Studios con una donazione di 120 euro.

Pubblicazione
Un libro d’artista inerente alla mostra è stato realizzato da Viaindustriae, Foligno, e sarà disponibile
all’inaugurazione.


Jonathan Monk è nato a Leicester nel 1969 e vive e lavora a Berlino. Ha conseguito un BFA presso il Leicester Polytechnic (1988) e un MFA presso la Glasgow School of Art (1991). Mostre personali si sono tenute al CCA Tel Aviv, Israele (2019); Zentrum für Zeitgenössische Kunst, Berlino, Germania (2019); Vox, Montreal, Canada (2017); The Gallery presso De Montfort University, Leicester, Regno Unito (2017); Kunsthaus Baselland, Muttenz, Svizzera (2016); Museo d’Arte Contemporanea di
Roma, Roma, Italia (2015); Irish Museum of Modern Art (IMMA), Dublino, Irlanda (2014); Centro De Arte Contemporáneo (CAC) Malaga, Spagna (2013); Kunstraum Dornbirn, Austria (2013); Palais de Tokyo e Musee d’Art Moderne, Parigi, Francia (2008); Kunstverein Hannover, Hannover, Germania (2006); Institute of Contemporary Art, Londra, Regno Unito (2005); e Museum Kunst Palest,
Dusseldorf, Germania (2003). Il suo lavoro è stato incluso in numerose mostre collettive, tra cui la Whitney Biennial (2006), la 50a e la 53a Biennale di Venezia (2003, 2009), la Berlin Biennale (2001) e la Biennale di Taipei (2000). Nel 2012 gli è stato assegnato il Prix du Quartier Des Bains, Ginevra.

Vittoria Bonifati è una curatrice con sede a Roma. È la direttrice artistica di Villa Lontana, un project space indipendente avviato nel 2018 in collaborazione con Jo Melvin. La sua ricerca si incentra su pratiche antiche e contemporanee sia nel campo delle arti visive che del suono. Nel 2019 ha fondato l’etichetta musicale Villa Lontana Records (co-gestita con Michele Ferrari) focalizzata su materiale d’archivio e inedito della scena elettronica d’avanguardia e della sound-art contemporanea. Cura il programma cinematografico 16MM RUN al Museo MACRO di Roma, presentando film d’avanguardia e sperimentali degli anni ’60, ’70 e ’80 in formato 16mm. Progetti recenti includono la mostra
decennale The Colors of Antiquity ai Musei Capitolini di Roma, La Terra delle Sirene Public Program al
Museo Madre di Napoli e Sirenland, parte del Padiglione Italia alla 18a Biennale Internazionale di Architettura di Venezia. I suoi scritti più recenti sono stati pubblicati su Octopus Notes, rivista annuale di saggi critici e accademici. Vittoria Bonifati è membro del consiglio di Flat Time House, Londra. Ha conseguito una laurea in Storia dell’arte presso l’Università La Sapienza di Roma e un MA in Curating Contemporary Art presso il Royal College of Art di Londra.

Mahler & LeWitt Studios I Mahler & LeWitt Studios offrono un programma di residenze e progetti speciali basati sugli ex studi di Anna Mahler e Sol LeWitt a Spoleto, Italia. Centrale nel programma è anche la Torre Bonomo, torre medievale un tempo utilizzata come residenza e spazio espositivo dalla gallerista Marilena Bonomo. All’inizio degli anni ’70, Sol LeWitt fu il primo residente della Torre e, mentre la utilizzava come studio, realizzò un gruppo fondamentale di disegni murali sulle pareti della cucina della torre, i quali continuano a offrire uno sguardo unico sulla sua produzione. mahler-lewitt.org

Torre Bonomo La Torre Bonomo è una torre medievale nel centro storico di Spoleto, un tempo utilizzata come residenza e spazio espositivo dall’influente gallerista Marilena Bonomo (1927-2014). Nel 1971 Marilena Bonomo apre una galleria a Bari e con la sua prima mostra costituisce un precedente in Italia per l’esposizione di artisti internazionali d’avanguardia; la mostra comprendeva Robert Barry, Mel Bochner, Alighiero Boetti, Daniel Buren, Hanne Darboven, Jan Dibbets, Luciano Fabro, Douglas Huebler, Sol LeWitt, Giulio Paolini, Robert Ryman e Lawrence Weiner. La galleria rimase a Bari ma
dal 1976, in una torre medievale del centro storico di Spoleto, allestì una serie di mostre personali, spesso in concomitanza con il Festival, con Richard Nonas, Sol LeWitt, Giulio Paolini, Richard Tuttle, Jannis Kounellis, Nicola De Maria, Tullio De Gennaro e Osvaldo Licini. Furono Marilena Bonomo e il marito Lorenzo a presentare Spoleto a Sol LeWitt, ove egli scelse di vivere e lavorare ininterrottamente per tutti gli anni ’80. L’antico eremo che possedevano a Monteluco, affacciato su Spoleto, era un vivace luogo di incontro per gli artisti. All’inizio degli anni ’70, Sol LeWitt fu il primo artista a risiedere alla Torre: utilizzandola come studio realizzò un gruppo fondamentale di disegni murali sulle pareti della cucina della Torre, che continuano a offrire uno spaccato unico della sua produzione. Questi disegni sono stati oggetto della monografia Sol LeWitt’s Studio Drawings in the Vecchia Torre (The MIT Press) di Rye Dag Holmboe e Joschi Herczeg, questi furono a loro volta i primi residenti di Mahler & LeWitt Studios nella Torre, inaugurando un nuovo capitolo della sua attività artistica. La Torre è a pochi passi dagli studi Mahler e LeWitt in Via Brignone. Le nostre storie sono già intimamente connesse e Valentina Bonomo e gli Studi Mahhler & LeWitt hanno ospitato: Valerio Rocco Orlando, Rye Dag Holmboe, Joschi Herczeg, Andrianna Campbell, Annie Godfrey Larmon, Allison Katz, Tony Tremlett, Nicolas Jaar, Will Harris, Rä di Martino, Abbas Zahedi, Nisha Ramayya, Mengting Zhuo e Jessica Tang.

Spoleto Festival dei Due Mondi

Fondato dal compositore d’opera Gian Carlo Menotti nel 1958, il Festival dei Due Mondi rappresenta uno dei primi e più prestigiosi festival artistici multidisciplinari di questo tipo. Ha rapidamente ottenuto riconoscimenti internazionali per lo sviluppo e la promozione della musica, del teatro e dell’arte d’avanguardia. Si svolge nei mesi di giugno e luglio di ogni anno e si avvale dei numerosi spazi performativi ed espositivi che sono il vanto della città di Spoleto, tra cui il Teatro Romano, lo storico Teatro Caio Melisso – Carla Fendi, diverse chiese e la splendida Piazza del Duomo. La direttrice del festival è Monique Veaute. festivaldispoleto.com